Il nuovo significato del videogioco

Il videogioco viene comunemente descritto come uno strumento di intrattenimento, ma col passare degli anni, si è intriso di aspetti psicologici e sociali che riguardano l’essere umano. Esso, infatti, è diventato uno specchio che riflette che debolezze e le paure dell’uomo, ma anche realtà di violenza e disumanità. Il videogioco, grazie a tutte le forme sotto le quali può esprimersi, diviene un ottimo veicolo per sviscerare questioni attraverso l’avventura, la paura e, anche il divertimento, implementando sempre più la capacità immersiva che porta l’utente a sperimentare  esperienze sempre nuove e diverse.

Identity V, un concentrato di ansia

Identity V è un titolo pubblicato da NetEase, ispirato a Friday 13th, è caratterizzato da un particolare gameplay di sopravvivenza in cooperativa nel quale l’ansia si presenta come un’emozione prevalente.

Vestiremo inizialmente i panni di un detective affetto da amnesia col quale esploreremo una vecchia magione seguendo quanto scritto su una lettera che ci invita a trovare una ragazza scomparsa; giocando troveremo ricordi di eventi oscuri avvenuti nel passato. Però, questo aspetto fa solamente da sfondo a quello che è il vero gameplay di Identity V; quest’ultimo ha una struttura asimmetrica poiché ogni partita è 1v4; le partite si basano, dunque, nel sopravvivere alla caccia, cooperando con altri 3 sopravvissuti per decodificare le strutture che vi permetteranno di aprire il cancello; oppure, nel dare la caccia ai poveri personaggi coi bottoni al posto degli occhi e impedir loro di fuggire cercando di acchiapparli e spararli via con un razzo.

La psicologia è intrisa nel nuovo mondo del gaming

L’incredibile nota di questo gioco, come altri titoli simili, sta nella possibilità di assumere entrambi i ruoli. E’ infatti possibile sperimentare l’angoscia dei sopravvissuti quando devono decodificare i trasmettitori, o l’ansia quando il cacciatore ci sta inseguendo…ma anche lo sconforto di vedere i propri compagni catturati e realizzare che tutto dipende da noi. Dall’altro lato, saremo in grado di entrare nei panni del cacciatore, ruolo che potrebbe essere considerato più complesso, in quanto ci si trova numericamente svantaggiati rispetto ai 4 sopravvissuti che collaborano per fuggire. Talvolta risulta snervante non trovare le vittime sulla mappa, però poi è soddisfacente riuscire a catturarle ed eliminarle, imprimendo alla partita molta pressione psicologica.

In assoluto, il tratto che rende davvero inquietante questo gioco è il doppiaggio. Esso si basa, infatti, principalmente su rumori, soundtrack inquietanti, e il respiro. Già, il respiro e gli affanni sono molto accentuati, riflettendo lo stato di ansia del personaggio: quando saremo vicini al cacciatore o staremo scappando, il respiro diverrà affannoso e sentiremo il battito cardiaco, permettendo all’utente di sperimentare a pieno l’esperienza di gioco.

I videogiochi sono ormai, a tutti gli effetti, un aspetto culturale fortemente impresso nella nostra epoca e sarebbe assurdo affermare il contrario; i videogiochi horror, a loro volta, stanno diventando sempre più seguiti e giocati, perché trattano tematiche intime dell’inconscio umano, o futuri apocalittici in cui prevalgono violenza e paura, mandando, attraverso le loro trame, un messaggio che  sembra giungere agli utenti, rendendo l’esperienza di gaming non solo un’attività ricreativa, ma anche formativa

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