La filosofia di Schopenhauer

La filosofia moderna deve molto al tedesco Arthur Schopenhauer, che alcune sue teorie, come il velo di Maya ha creato una vera e propria scuola di pensiero e ancora è i suoi scritti sono fra i più studiati e interpretati.

Il pensiero di Schopenhauer, vissuto nell’Ottocento, recuperava alcuni punti dall’illuminismo e del romanticismo e chiaramente come per la maggior parte degli studiosi dell’epoca non mancava una chiara indicazione agli studi dei maestri greci in particolar modo Platone.

Nella formazione del filosofo tedesco rientra a pieno titolo anche il kantismo, ma lui sarà affascinato soprattutto dalle discipline orientali e in particolar modo dalla religione induista e buddista.

Il suo pensiero

Il pensiero di Schopenhauer si può caratterizzare in una sorte di forte pessimismo e questo sarà una base dalla quale poi ripartiranno, apportando delle modifiche strutturali, dei filosofi come Friedrich Nietzsche e altri importanti studiosi del fine Ottocento e del Novecento.

Schopenhauer ci inizia a presentare quello che sarà il suo pensiero nell’opera “ Sulla quadruplice radice del principio della ragion sufficiente”suo prima opera che viene pubblicata nel 1813 e contiene al suo interno la sua tesi in filosofia, che aveva discusso lo stesso anno presso la facoltà di Jena.

In questo suo primo scritto Schopenhauer sostiene come la casualità sia caratterizzata in pieno dal determinismo materialistico, cosa significa questo che tutto quello che fa l’essere umano è determinato da quattro necessità di casualità.

Partendo dai suoi studi su le discipline orientali Schopenhauer presenta anche quello che il suo pensiero sull’uomo e sulla sua vita, secondo il filosofo tedesco la coscienza si forma sull’intelletto e una volta che questo viene a mancare e sopraggiunge la morte con la sepoltura anche la coscienza individuale sparisce del tutto, essa essendo parte del corpo non può continuare ad esistere, addirittura secondo Schopenhauer questo processo avviene anche durante il sonno o un semplice svenimento.

Il velo di Maya

Tra i concetti più importanti espressi da Schopenhauer troviamo sicuramente quello del velo di Maya, che parte dai concetti di fenomeno e noumeno che era stati espressi già in passato da Kant.

Per Schopenhauer il fenomeno viene visto solo una sorta d’illusione, secondo quello che è il suo pensiero tra l’uomo e il vero senso di realtà c’è uno schermo, che ci permette di vederla solo e sempre come distorta, il cosiddetto velo di Maya, che Schopenhauer riprende dalla filosofia indiana alla quale s’ispira in chiave pessimistica.

Per Schopenhauer il mondo che ci troviamo davanti è quindi una semplice illusione ottica, una semplice fotocopia di quello che è la realtà, si vive in una continua menzogna.

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